Come calcolare la disoccupazione reale

La disoccupazione Ilo da un’immagine sicuramente più realistica del fenomeno rispetto alla statistica SECO, ma non comprende tutte le categorie. Questo studio dell’Ustat spiega come avere un quadro più completo della fenomeno disoccupazione:

28.09.2009
26.000 disoccupati in Ticino?
P. Origoni, F. B. Losa, Ustat
Dati – Statistiche e società, A. IX, n. 3, settembre 2009

Nello studio viene riportato questo esempio:

In base alla statistica Seco (Segreteria di stato dell’economia, nel secondo trimestre 2008 c’erano 5.433 disoccupati iscritti agli uffici di collocamento. In base alla statistica ILO i disoccupati erano 8.200.
A dipendenza però di ciò che si vuole misurare il concetto di disoccupazione potrebbe integrare altri gruppi.
Ad esempio i sottoccupati (involuntary part-time workers), ovvero gli occupati a tempo parziale che dichiarano di voler lavorare di più (e che sono pronti a assumersi il maggior carico di lavoro in
tempi brevi). Nel 2008 in Ticino erano 9.800. E si arriva a 18.000 persone che soffrono di “carenza di lavoro”.
Poi ci sono gli “inattivi prontamente disponibili”, che sono quelli che vengono definiti anche scoraggiati nella ricerca di un’occupazione. Sono persone, che nelle statistiche finiscono nella categoria dei non attivi, ma che sarebbero disposte a lavorare entro breve. Questo gruppo nel 2008 era stimato a 7.900 persone.

Tenendo conto di tutte queste componenti – disoccupati iscritti, disoccupati non iscritti, sottoccupati e inattivi prontamente disponibili – il totale complessivo di persone toccate dal fenomeno disoccupa-
zione sale fino alla quota di 25.900 nel 2008, che corrispondono ad un tasso di disoccupazione del 15%. Bella differenza con i dati SECO!

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