Contingenti per i cittadini di Stati terzi

I Contingenti per i cittadini dei Paesi terzi – gli stati non membri dell’UE/AELS – sono sempre rimasti in vigore. Il Consiglio federale stabilisce ogni anno il numero di nuovi permessi di soggiorno di breve durata e di dimora per l’esercizio di un’attività lucrativa. “All’inizio dell’anno, la metà dei contingenti per i cittadini di Stati terzi è distribuita ai Cantoni. Per poter reagire in modo flessibile alle variazioni del fabbisogno di contingenti cantonali, il resto dei contingenti rimane presso la Confederazione. In caso di necessità, la Confederazione è in grado di assegnare rapidamente ai Cantoni contingenti supplementari”, precisa il sito dell’Amministrazione federale

Quelli che accusano di razzismo, xenofobia e discriminazione i cittadini che hanno votato sì il 9 febbraio per reintrodurre la preferenza ai lavoratori residenti e i contingenti dovrebbero leggersi almeno una volta le spiegazioni ufficiali riguardo alla politica di immigrazione praticata dalla Svizzera nel rispetto della “libera circolazione delle persone”.
“La Svizzera applica un sistema binario per l’ammissione di manodopera straniera. I cittadini dell’UE-/AELS esercitanti attività lucrativa a tutti i livelli di qualifica beneficiano di un accesso semplice al mercato del lavoro svizzero in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Conformemente alla volontà del Consiglio federale, i cittadini di tutti gli altri Stati – cosiddetti Stati terzi – sono ammessi in maniera limitata e unicamente se si tratta di manodopera ben qualificata.“
“L’ammissione di cittadini di Stati terzi è possibile solo se sul mercato del lavoro interno e sui mercati del lavoro degli Stati UE/AELS non è possibile reperire lavoratori che godono della priorità. Hanno la priorità i cittadini svizzeri, i cittadini stranieri titolari del permesso di domicilio, i cittadini stranieri titolari del permesso di dimora autorizzati a esercitare attività lucrativa nonché i cittadini di Stati con cui è stato concluso un accordo sulla libera circolazione delle persone (attualmente Stati UE/AELS). I datori di lavoro devono dimostrare di non essere riusciti, nonostante seri sforzi di ricerca, a trovare lavoratori con priorità che rispondessero al profilo richiesto.
I posti vacanti vanno annunciati agli Uffici regionali di collocamento (URC), indicando che il bando di concorso va esteso anche all’European Employment System (EURES = sistema di collocamento dell’UE). Dopo un’assegnazione, di regola i datori di lavoro ottengono un questionario in cui possono spiegare come mai la persona assegnata non ha potuto essere assunta.“
“Sono ammessi quadri, specialisti e altri lavori qualificati. Sono considerate manodopera ben qualificata anzitutto le persone con un titolo accademico e un’esperienza professionale pluriennale. A seconda della professione o della specializzazione è possibile ammettere anche persone con una formazione specialistica e un’esperienza professionale pluriennale.
Per il rilascio del permesso di dimora, oltre alle qualifiche professionali sono presi in considerazione anche criteri concernenti l’integrazione: la capacità di adattamento professionale e sociale, le conoscenze linguistiche e l’età dell’interessato devono lasciar presagire un’integrazione durevole nel mercato svizzero del lavoro e nel contesto sociopolitico.”

Come mai favorire i lavoratori residenti è giudicato xenofobo e discriminatorio, mentre favorire i lavoratori europei rispetto a tutti gli altri no.?

Precedente Bloccare dumping e frontalierato con le tasse? Successivo La politica deve passare dalle promesse ai fatti