Contingenti per le merci

In Svizzera non esiste la libera circolazione delle merci, noi non facciamo parte del mercato unico. I quantitativi di merce che si possono importare sono limitati per proteggere il mercato interno ed evitare che venga inondato di prodotti esteri a basso costo.
La scorsa estate il Consiglio federale ha proposto di aumentare le quantità di vino e carne che “passano” in dogana, e i viticoltori e i commercianti ticinesi sono scesi sul piede di guerra.
Queste sono alcune delle dichiarazioni rilasciate ai media ticinesi:
«I viticoltori e i commercianti di vino elvetici soffrono già abbastanza per la crisi. Ci mancava solo questa»
«con i costi di produzione svizzeri, i nostri prezzi non potranno mai competere con quelli in commercio in Italia o in altri paesi»
“alzare la franchigia per l’importazione a uso personale di vino «equivale a stendere un tappeto rosso ai vini d’oltre confine, decuplicando i volumi “scippati” ai produttori e ai commercianti locali».
«Già arranchiamo e abbiamo una grande differenza di prezzo, con questa decisione i consumatori importeranno ancora più carne dall’Italia».

Sono tutte preoccupazioni condivisibili. E tenete conto che in questo caso le quantità autorizzate sono passate da 2 a 5 litri per il vino e da mezzo chilo a un chilo per la carne, ma le merci rimangono contingentate. Per i prodotti locali molti politici sono saliti sulle barricate, tanto è vero che il Consiglio federale ha dovuto rivedere le proposte iniziali e abbassare le quantità autorizzate e di un bel po’ (il vino ad esempio da 20 a 5 litri).
Perché quando si tratta di vino e carne questo discorso lo capiscono tutti, politici e autorità compresi, mentre quando si tratta di lavoratori, persone, famiglie intere, invece sostengono che l’apertura del mercato porta benefici a tutti, che non esiste concorrenza o sostituzione? I residenti – come i viticoltori e i macellai – non possono permettersi di accettare stipendi bassi perché anche loro “devono sostenere costi svizzeri”. Perché allora agli imprenditori è stata lasciata la piena libertà di andare a fare incetta di manodopera all’estero dove costa meno?

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