La clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia, che ci era stata presentata come l’antidoto agli “eventuali” effetti nefasti della libera circolazione al momento della prima votazione sui bilaterali, non è altro che la possibilità di reintrodurre temporaneamente contingenti se l’immigrazione supera una determinata soglia e esercita troppa pressione sul mercato del lavoro.

salva1La clausola di salvaguardia però riguarda solo i permessi di dimora (B, 5 anni) e i permessi di breve durata (L, un anno). Frontalieri e notificati sono esclusi perché l’Accordo di libera circolazione vieta espressamente di porre limitazione per queste due categorie di lavoratori esteri.

In più per i “vecchi paesi UE” (fra cui Italia, Francia Germania, Spagna…. insomma i paesi da dove proviene la stragrande maggioranza dei lavoratori immigrati) questa clausola è stata applicata una sola volta, nel 2013, cioè l’anno prima che scadesse! Per i cittadini dell’Ue-8 (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica ceca e Ungheria) era già stata attivata nell’aprile 2013 e prorogata l’anno dopo.

In entrambi i casi  è stata attivata solo per i permessi B, quelli di 5 anni, ma non per i permessi L, quelli di un anno. L’efficacia è stata quindi nulla perché, tanto, chi voleva venire a lavorare da noi poteva comunque farlo con un permesso annuale per poi ottenere quello quinquennale appena la clausola fosse scaduta.

Non è sfuggito a nessuno che l’attivazione di questa clausola è stata decisa solo in vista della votazione sull’immigrazione di massa quando governo e partiti iniziavano ad avere una certa “strizza” che si sarebbe prodotto quello che è poi avvenuto il 9 febbraio: la popolazione ha chiesto di tornare a gestire l’immigrazione e dare la preferenza ai residenti.
Questo il comunicato del Consiglio federale

La clausola di salvaguardia per i paesi dell’Ue-17 (Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia) e dell’Ue-8 è scaduta il 31 maggio 2014 

La fonte dell’immagine sopra è un opuscolo della Confederazione pubblicato in occasione della votazione sull’estensione della libera circolazione

 

 

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