La disoccupazione ILO, questa sconosciuta

La disoccupazione ILO è l’unica che permette di fare paragoni internazionali perché viene calcolata ovunque allo stesso modo. Non ha senso paragonare la disoccupazione SECO svizzera con quella di altri paesi, perché noi siamo gli unici a calcolarla in questo modo ed e i vari uffici di statistica nazionali la calcolano in base a loro criteri specifici. Ad esempio, ad aprile 2014 la disoccupazione SECO in Svizzera era del 3,2% mentre in Germania era del 6,7% secondo i calcoli e i criteri dell’Ufficio Federale di Statistica tedesco. Se si calcola invece con i criteri dell’ILO in entrambi i paesi, il tasso in Svizzera nel III trimestre era del 4,8% mentre in Germania del 5,3%

Molti politici invece, per ignoranza o per convenienza, continuano ad utilizzare i dati SECO ignorando quelli ILO, sia per i paragoni internazionali sia per quanto riguarda la situazione interna. I dati SECO non includono una grossa fetta di senza lavoro che una volta finite le indennità, finiscono in assistenza o carico della famiglie. Dietro le cifre ci sono persone, famiglie intere, che vivono situazioni drammatiche, non bisognerebbe mai dimenticarlo.
Rocco Cattaneo, in un’intervista apparsa sulla Regione il 19 agosto 2014, ha dichiarato: ”la disoccupazione? Ma cosa vuole che sia, siano al 3,7%, non sono mica questi i problemi!”. Lo stesso giorno i portali di informazione pubblicavano la notizia di un nuovo record di persone in assistenza, con un aumento del 40% in soli cinque anni . Buona parte di queste sono senza lavoro che hanno finito il diritto alle indennità e spariscono magicamente dalla statistica SECO. Se si guardano i dati Ilo, nel III trimestre i disoccupati erano 12’000 e il tasso di disoccupazione il 6,7%. Ma al presidente PLR pare che proprio la statistica ILO non piaccia, perché questa cosa che “da noi la disoccupazione è bassissima” l’ha ripetuta pochi mesi dopo durante un dibattito televisivo.
Non ci sono solo i politici che ignorano allegramente i dati ILO, anche ad alcuni economisti sembra che siano completamente sconosciuti. Da notare che questi sono esperti che realizza studi, analisi e previsioni sulla base delle quali poi le autorità prendono decisioni di vitale importanza. Un esempio è l’intervista realizzata dal portale tio.ch il 29 aprile 2013 una professoressa dell’Istituto ricerche economiche (Ire) a proposito del gran numero di candidature per i posti di lavoro offerto dallo Splash e Spa, il centro di divertimento acquatico.

Verrebbe veramente da ridere, se non fosse che si parla di persone alla disperata ricerca di lavoro.

Più o meno, l’intervista fa così:

Titolo: “Tante domande per un posto di lavoro? Non è solo disoccupazione! „ ( un titolo, una garanzia)

Per 60 posti allo Spalsh&Spa sono state inoltrate 4’600 candidature, di cui l’80% di residenti.
Giornalista: come si spiega ‘sto fatto?
Professoressa: Mah, forse “la varietà dei profili ricercati” o la “novità” dell’azienda unita al fatto che i media gli hanno fatto un casino di pubblicità gratis.
Giornalista: ma non sarà la disoccupazione?
Professoressa: ma va là! È stabile, si è alzata appena, appena in marzo, 4’600 candidature non possono mica essere tutte di disoccupati, suvvia!
Giornalista: il luogo e l’immagine come quella di un Parco acquatico influenzano il desiderio di un lavoro “diverso”, oserei dire “fresco e divertente”? (questa domanda l’ho lasciata pari pari, perché è un capolavoro a mio modesto avviso)
Professoressa: ma sai che può essere veramente la “job satisfaction”, è un fattore sempre più importante nei moderni mercati del lavoro. …

Eh certo! Solo che nel mondo del lavoro ticinese, più della “satisfaction”, è importante avere il “job”: nel I trimestre 2013 c’erano 14’200 disoccupati Ilo e il tasso era del 8% nel nostro cantone!

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