Tassa di collegamento e responsabilità sociale delle imprese

Le associazioni economiche lanciano il referendum contro la tassa di collegamento perché non sia mai che gli imprenditori siano obbligati a pagare per il traffico e l’inquinamento, quello dobbiamo pagarlo noi e non solo con i nostri polmoni. Naturalmente le loro motivazioni sono nobili: lo fanno per il nostro bene, perché ci proteggono, perché non vogliono che spetti a noi a pagare. Come dubitarne quando si sa che questa sacra unione contro la tassa raggruppa il fior fiore della associazioni filantropiche come Aiti, che ha ricorso contro salari minimi di 3’000 franchi lordi, la Camera di commercio, che ha bocciato il marchio etico per le aziende che assumono residenti, la Disti, l’associazione di grandi distributori guidati da Enzo Lucibello, in pratica la reincarnazione di Madre Teresa di Calcutta.

Prendiamo come esempio il Mendrisiotto… e non ce ne voglia Montagna Viva (e pianura morta) ma siccome in Ticino il fondovalle (sotto i 500 m) rappresenta meno del 15% del territorio cantonale e ci sono intasati il 95% dei posti di lavoro e il 90% della popolazione, anche Germano capirà che il problema stavolta tocca chi abita in pianura.

Il Mendrisiotto ha l’aria più inquinata della Svizzera. Degli oltre 62’000 veicoli che ogni giorno varcano le frontiere con un tasso di occupazione di 1,1 persona per auto,  la stragrande maggioranza passa dal Mendrisiotto. A cui si aggiunge in traffico di transito, per cui a Maroggia transitano un totale di oltre 78’000 veicoli in media al giorno… in una regione con circa 56’000 abitanti.

trafficom

Nel Sottoceneri i limiti legali delle ordinanze sull’inquinamento sono costantemente superati tutto l’anno per polveri sottili in inverno e per l’ozono in estate. Per le polveri sottili, ad esempio,  quasi il 70% degli abitanti del Sottoceneri è sottoposto a concentrazioni superiori a 30μg/ m3 (contro il 3% ca. per la Svizzera); solo per l’8% della popolazione del Sottoceneri viene rispettato il limite di 20μg/ m3 imposto dalla legge (contro il 59% ca. per la Svizzera). Detto così non si capisce gran che ma secondo studi scientifici questo provoca un incremento di dispnea, di bronchite cronica, di asma bronchiale (specialmente nei bambini) dell’ordine del 30-40 % e una conseguente riduzione della capacità respiratoria. Ma anche diabete e cancro ai polmoni, per non farci mancare nulla.

Insomma pochi danni collaterali a confronto del sacrificio estremo di pagare 1,5 franchi il posteggio. Però nel caso “l’esercito della salvezza economico” non se ne fosse accorto, ci sono un altro paio di cosine che tocca anche noi pagare:

1 – I costi esterni al traffico stradale ad esempio, cioè quelli che non vengono pagati dagli utenti della strada ma dalla collettività (ambiente, salute e incidenti), sono pari a circa 7,7 miliardi l’anno per la Svizzera, cioè poco meno di 1’000 franchi l’anno per abitante, compresi i neonati e i centenari. E lì a metterci le man in tasca i filantropi non ci pensano due volte!

2 – Poi ci sono i costi per le infrastrutture messe a disposizione della aziende nelle zone industriali –  strade, allacciamenti alla rete idrica ed elettrica – anche quelli pagati dalla comunità. Giusto per avere un’idea, questo è il preventivo delle infrastrutture nel Pian Faloppia del 2005

pian faloppiaDa notare poi che in alcuni casi, come per le aziende di logistica.. la rapida crescita di queste attività comporta un uso del suolo non indifferente, quindi indirettamente costi aggiuntivi per i comuni coinvolti (anche soltanto in termini di infrastrutture e di opere di urbanizzazione), non sempre compensabili con le imposte pagate da queste aziende (in ragione del numero esiguo di addetti, ma anche della ramificazione nazionale e internazionale in cui si inseriscono)”..  In chiaro paghiamo più di quanto incassiamo. E anche in questo caso la rovistatina nei nostri portafogli non commuove nessuno.

3 – poi ci sono costi del trasporto pubblico. Visto che nessuno obbliga le aziende a mettere a disposizione bus aziendali, tocca alla comunità finanziarli se non vogliamo soffocare nel traffico e offrire un’alternativa all’auto. Il 13 dicembre è stato inaugurato il nuovo piano dei trasporti pubblici del Mendrisiotto, per un costo tra i 12 e 13 milioni di franchi, circa la metà a carico del Cantone (quindi anche di quelli che abitano in valle). Ci sono nuovi bus che vanno direttamente dalla dogane di Chiasso e Stabio ai centri commerciali e non è un caso visto che  dei 1200 dipendenti del Fox Town solo 150 sono residenti, gli altri provengono dalle province di Como e Varese e  l’outlet non mette a disposizione neanche una navetta aziendale. E oltre ai bus ci sono i treni:  la fermata di San Martino d esempio è costata 9.17 milioni , poi c’è la linea ferroviaria Mendrisio-Stabio, ecc,ecc, ecc

Questi sono solo pochi esempi di costi che vengono ribaltati sulla comunità tutta intera e la tassa di collegamento serve almeno a finanziare parte dei trasporti pubblici. Il problema è che in questo cantone mai nessuno si è sognato di chiedere qualcosa in cambio alle imprese: non sono obbligate ad assumere residenti, e infatti dal 2002 ad oggi la maggior parte dei posti di lavoro creati è andata a frontalieri, non sono obbligate a retribuire salari svizzeri, e infatti girano salari da fame, non sono obbligate a render conto alla popolazione locale e neanche alle autorità, come la Bravofly che cambia denominazione per non pagare i salari minimi decretati dal Consiglio di Stato e ancora ci sono politici che la difendono. E neanche stavolta le associazioni economiche si sentono in dovere di contribuire almeno in parte a pagare i disagi che causano. È la responsabilità sociale in versione ticinese: fai pagare agli altri quello che dovresti pagare tu… e grida allo scandalo già che ci sei.

Nel canton Vaud negano l’autorizzazione a costruire centri commerciali se creano un eccessivo aumento del traffico e partire da un superficie di vendita di 800 m2 viene analizzato l’impatto sull’urbanizzazione, la mobilità, l’ambiente e l’economia prima di dare il via libera, in Ticino invece fanno le norme su misura per chi ha violato la legge sul lavoro per 20 anni, occupa l’85% di frontalieri e intasa le strade anche di domenica….. e ci sono partiti pronti a volare in loro soccorso per 1,5 franchi di posteggio in nome della “giustizia”.

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