Buona ideologia a tutti!

Chiedere salari dignitosi è “uno slogan elettorale che può fare solo danni”, lo ha detto il professor Rico Maggi. Il rispetto dei lavoratori? “Una sterile battaglia di principio”  secondo Enzo Lucibello, lo stesso che ha accusato i sindacati di pretendere “mazzette” dai lavoratori (….e stranamente nessun giornalista gli ha fatto notare che è diffamazione). Anche chiedere che si possa vivere in un ambiente dove i limiti delle ordinanze sull’inquinamento non siano costantemente superati per non avere il 30-40% di possibilità in più di ammalarsi di dispnea, di bronchite cronica, di asma bronchiale (specialmente nei bambini)  è “pura ideologia“, scrive Michele Rossi, delegato della associazioni economiche, sul Corriere del Ticino.

Ma perché ogni volta che si chiede qualcosa che non faccia unicamente gli interessi dell’economia c’è qualche grande e disinteressata mente che ti accusa con disprezzo di essere “ideologico”? A parte il fatto che un’ideologia è un insieme di idee, valori, scopi … e non mi pare una brutta cosa avere idee che vadano più in là di riempirsi il portafoglio, mi piacerebbe sapere invece che cos’è il continuare a farci credere che questo tipo di sviluppo economico è una gran figata per tutti.

Nel caso i non-ideologhi non se ne fossero accorti tutti i fatti (fatti, cifre e studi dell’Ustat, non perizie di parte) dicono l’esatto contrario:

Fra 2005 e il 2013 il numero di aziende è aumentato di oltre 15’000 unità su un totale di 34’428 e i posti di lavoro sono cresciuti del  16,9%, contro 11,8% in media svizzera, eppure la disoccupazione non è diminuita anzi: siamo a 12’300 disoccupati ILO e 20’400 sottoccupati e abbiamo toccato un nuovo record di carenza di lavoro…. però si va avanti a dire che questo è benessere perché cresce il PIL.

Oramai nelle zone industriali di tutto il cantone rimane solo un 14% di terreni non costruiti e con quel 14% noi dovremmo riuscire a riconvertire l’economia per fare in modo che crei posti di lavoro di qualità a salari dignitosi. Però gli ambienti economici e i partiti che li sostengono invocano meno regole e meno tasse… per favorire la crescita economica (????). Questo non è un atteggiamento dogmatico? Finora abbiamo sprecato l’86% del territorio disponibile per avere più disoccupati, più traffico, più inquinamento, più precari, più sottopagati, più abusi… e loro ci propongono di continuare nella stessa direzione pigiando l’acceleratore. Non è ideologico, è un suicidio!

Dobbiamo puntare sui quei settori che “tirano” – moda, life-sciences., meccatronica e informatica – assicurano certi economisti. Guarda caso settori dove non solo i salari mediani sono la metà di quelli svizzeri, ma addirittura sono calati fra il 2008 e il 2014 (per l’informatica, ad esempio, di ben 1’640 franchi). E anche lì a nessuno viene in mente di chiedere: “ma non è che tirano proprio perché in Ticino possono approfittare della fiscalità svizzera e assumere manodopera oltrefrontiera pagandola la metà?” oppure “ma se questi sono settori già ben presenti sul territorio non hanno portato nessun beneficio all’occupazione locale, è proprio il caso di continuare a svilupparli?”.

Stessa cosa quando Enzo Lucibello, presidente dei grandi distributori, assicura che tener aperto la domenica fa aumentare l’occupazione: nessuno gli chiede di chi e a che condizioni. Nel commercio al dettaglio il numero dei posti di lavoro è rimasto più o meno stabile nel ulitimi anni, da 15 a 16’000,  il numero di frontalieri invece è più che duplicato passando da 2’111 nel II trimestre 2002 a 5’516 nel III trimestre del 2015. Adesso è il settore con la più alta percentuale di manodopera d’oltrefrontiera… e non per mancanza di personale locale: c’erano 524 disoccupati iscritti in media nel 2014. Poi basta guardare il Fox Town per capire quanta bella occupazione si crea lavorando anche le feste: 82% di frontalieri e tassi di abusi che manco a Taiwan.

Adesso arriva pure il delegato delle associazioni economiche a dirci che è “pura ideologia” chiedere trasferire le merci su rotaia perché non ne possiamo più di traffico e inquinamento. Milano è il più grande polo logistico del Sud Europa, da lì le merci partono dirette al nord e passano in un cantone dove il fondovalle rappresenta solo il 15% del territorio e già ci sono insediati il 90% della popolazione e il 95% delle attività economiche. Ma dobbiamo proprio farci passare anche un’orda di camion europei? Il 90% delle merci passano dal Gottardo sono traffico di transito, quindi possono, anzi devono, essere caricate su un treno. Quelli dalle “proposte realistiche” ci facciano poi sapere come fa la seconda canna a fluidificare il traffico e a ridurre le colonne, ma senza aumentare le capacità di transito, perché questo trucco non riesce neanche a David Copperfield. E già che ci sono ci spieghino come fanno a far svanire nel nulla auto e camion alla dogana autostradale di Chiasso, perché in territorio italiano l‘autostrada riprende a una sola corsia e quell’imbuto provocherà intasamenti dal Ceneri in giù.

Se porsi queste domande e chiedere migliori condizioni di vita per tutti, salari che permettano di vivere dignitosamente, rispetto per l’ambiente in cui viviamo è ideologico, bene allora:

Tanta, tanta, tanta buona ideologia a tutti!

idioti

 

 

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