Povertà

Alcuni dei nostri politici dicono che in Ticino si vive bene, che non c’è da lamentarsi. Certo non siamo la Grecia o la Spagna, ma se paragoniamo la situazione del nostro cantone con quella del resto della Svizzera siam messi male:

  •  In Ticino il 29,0% delle persone vive in un’economia domestica con un reddito disponibile equivalente inferiore alla soglia di povertà, contro una quota del 15,5% in Svizzera.
  • Il tasso di privazione materiale (cioè la proporzione di persone con almeno tre condizioni di disagio economico) in Ticino è del 7,5%, mentre a livello nazionale al 3,6%
  • Il 26,1% dei ticinesi non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 2’000 franchi.
  • Una persona su cinque dichiara di fare fatica o molta fatica a pagare le spese abituali, mentre nell’insieme della Svizzera la proporzione è di una su dieci.
  • I salari nelle imprese private ticinesi sono del 16,7% inferiori alla media nazionale, in media guadagniamo 1’000 franchi in meno al mese
  • La percentuale di working poors, cioè le persone che lavorano ma non guadagnano abbastanza per mantenersi è del 7,1% contro il 4,5% a livello nazionale. Siamo il cantone con la più alta percentuale di lavoratori poveri.

La situazione negli ultimi anni non è affatto migliorata. In sette anni il reddito medio delle economie domestiche in Ticino è aumento solo dello 0,17%, ma il reddito mediano è addirittura diminuito dell’8%.
Nel 2004 la differenza tra il salario mediano del nostro cantone e quello svizzero era del 13,8% ( 760 franchi in meno al mese), adesso è del 16,7% (1’000 franchi in meno). Siamo al penultimo posto nella classifica del reddito mediano netto: 44’400 franchi. Significa che la metà delle economie domestiche vive con meno.

Dobbiamo proprio arrivare a livello della Grecia prima che qualcuno si decida ad agire?

Fonti:

Annuario statistico 2014

Rilevazione sulla struttura dei salari 2004, D. Perozzi, F. B. Losa, Ustat, Dati – Statistiche e società, A. VI, n. 2, giugno 2006, Data di pubblicazione:

Salari bassi e working poor
E. Crettaz, UST, A. Farine, UST
Dati – Statistiche e società, A. IX, n. 1, marzo 2009

Working poor: ovunque le stesse facce
F. B. Losa, Ustat, E. Soldini, DSAS-SUPSI
Dati – Statistiche e società, A. IX, n. 1, marzo 2009

NOTA: la privazione materiale si definisce come la presenza contemporanea di almeno tre condizioni di disagio
economico tra le seguenti nove:
1. impossibilità di far fronte a una spesa imprevista di 2.000 franchi;
2. impossibilità di finanziare ogni anno una settimana di vacanza fuori casa
3. avere dei pagamenti in arretrato
4. impossibilità di permettersi un pasto a base di carne, pollo o pesce (o equivalente vegetariano) almeno ogni due giorni
5. impossibilità di riscaldare adeguatamente il proprio domicilio
6. non potersi permettere una lavatrice
7. un televisore a colori,
8. un telefono un’automobile.

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