Sindacati e padronato concordi: i controlli non bastano

Enrico Borelli, segretario di Unia, in un’intervista a Liberatv ha detto che in Ticino è disperata. è in atto una “sistematica violazione di regole e leggi” e “non c’è un solo lavoratore distaccato da ditte estere che venga realmente pagato secondo i nostri livelli salariali”. “Stiamo assistendo a un imbarbarimento delle condizioni di lavoro. Siamo confrontati con distorsioni pesantissime sul mercato e con la perdita totale di un approccio minimamente etico da parte del padronato”. Nel terziario ci sono “stipendi tra i mille e i duemila franchi al mese – dice -. Siamo di fronte a una situazione salariale che produrrà disastri economici e sociali soprattutto nel medio e lungo periodo”.

Per quanto riguarda i distaccati, gli ha fatto eco Vittorino Anastasia, direttore della Società svizzera impresari costruttori (SSIC), sezione Ticino. Questo è un estratto del discorso tenuto all’assemblea della SSIC del 16 maggio 2013:
“Purtroppo nemmeno i numerosi controlli effettuati dagli ispettori preposti dell’AIC riescono a individuare irregolarità poiché o il salario ai lavoratori o viene in un primo tempo versato su base svizzera e poi perequato un volta il lavoratore rientra in Italia, o viene direttamente compensato conteggiando meno ore (circa la metà) di quelle effettivamente prestate.
Il controllo delle ore è praticamente impossibile da effettuare. Richiederebbe un ispettore fisso per una settimana sul cantiere! La ditta può così dimostrare nero su bianco che al lavoratore viene corrisposto il salario minimo. Inoltre l’operaio distaccato percepisce il medesimo salario come se avesse lavorato in Italia e quindi non ha veri motivi finanziari per protestare e infine il datore di lavoro italiano probabilmente non si sente nemmeno tanto fuori posto, poiché corrisponde al suo dipendente il salario usuale!”.

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